Il prosciutto di Parma più che crudo, è CRUDELE. Sapere per acquistare Consapevole.

Maiali  lasciati nei corridoi, privati di cibo ed acqua, a morire in agonia o scaraventati per le zampe. Quello di Parma è un prosciutto “crudele”

Nella sezione “Acquistare del blog” cercheremo di riportare al lettore/consumatore notizie e consigli utili per l’acquisto consapevole, riguardo le più disparate tipologie di prodotti, cercando di individuare le ragioni positive  negative, vantaggi o svantaggi nell’acquistare o meno un determinato prodotto. Grazie al web e a fonti d’informazioni alternative, si stanno diffondendo a macchia d’olio le “marachelle ” se così, vogliamo chiamarle, di molte note aziende di fama nazionale. Molto spesso, come in questo caso, al centro del mirino sono le aziende d’allevamento, a causa dei metodi non etici nel trattamento degli animali. A tal proposito ci ha comunque sorpreso recepire dal  fatto quotidiano  che,  in un grande allevamento della Romagna,  fornitore del Prosciutto di Parma, per un periodo di ben 6 mesi è stata condotta un’indagine  da  Essere Animali sulle condizioni dei maiali.

Le immagini  che sono state pubblicate sono molto forti e stanno creando già un certo dibattito, In questo articolo il video.

I consumatori

Secondo Eurobarometro, che   misura ed analizza le tendenze dell’opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati, il 94% degli italiani crede che proteggere il benessere degli animali da allevamento sia importante e il 64% vuole saperne di più sul loro trattamento.

Regolamenti

Anche la produzione del prosciutto di Parma è regolamentata da delle norme sulla disciplina produttiva depositate presso L’UE e gestita da un Consorzio, ma nonostante tutte le certificazioni DOP del mondo, se un’azienda vuole produrre più di 8 milioni di prosciutti, deve ricorrere, per ovvie ragioni pratiche,  in sistemi intensivi.

Abbiamo già descritto in modo semplice il perché prediligere carni provenienti da allevamenti estensivi in nel seguente articolo, che smascherava un’altra nota azienda italiana, precedentemente fatta chiudere e ora riaperta grazie a qualche miracolo, sotto altro nome.

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ITALCARNI, riapre il macello degli orrori. Dove e come acquistare invece, carne da allevamenti etici

Torniamo a noi.

L’indagine shock

Come vedete dal video qui gli animali sono privati della possibilità di soddisfare le loro esigenze.

 I maiali malati, che non sopravviverebbero fino al giorno previsto per la macellazione, sono lasciati morire di stenti nei corridoi. Privati per giorni di cibo e acqua aspettano la morte con una lenta agonia. I loro cadaveri verranno poi trascinati fuori con una corda.

In un ambiente cosi gli animali sono indotti a sfogare le proprie frustrazioni sui propri simili,sono  indotti al cannibalismo.

A nostro avviso, c’è  tanta tristezza e squallore di una società consumistica ancora troppo poco informata e in alcuni casi, volutamente cieca.

Se cose del genere accadono in ambienti “d’eccellenza”, non riusciamo ad immaginare cosa possa accadere dove il controllo sulla produzione è solo un optional.

 A voi il il video e le conclusioni

 

Puntualizziamo  che l’obiettivo non è certo quello di attaccare questo marchio, ma aprire piuttosto delle riflessioni.

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